“PREMIO PER LA PACE E LA GIUSTIZIA SOCIALE”

Poesie per la pace 

Quando gli studenti hanno composto queste poesie, nel dicembre scorso, la Russia non aveva ancora invaso l’Ucraina, ma si evocavano altri scenari, più lontani, di distruzione e morte. Ora che, da oltre un mese e mezzo ormai, stiamo assistendo con sgomento e orrore ogni giorno crescenti a spettacoli raccapriccianti, oltre che all’esodo di massa del popolo ucraino, questi testi assumono un significato ancora più profondo. 

Ciascuno dei tre componimenti ha conseguito una Menzione della Giuria al Concorso Premio per la Pace e la Giustizia sociale, indetto dal Centro Studi “Cultura e Società” di Torino. La cerimonia di premiazione si è svolta sabato 9 aprile nel capoluogo piemontese e vi hanno partecipato alcuni studenti delle tre classi premiate. E’ stata sottolineata dagli organizzatori l’importanza della partecipazione dei giovani a iniziative di questo tipo, in un momento in cui i valori cui si ispira il Concorso stesso sono messi pesantemente in discussione. Tutti noi dobbiamo essere testimoni del nostro tempo e creare opportunità di dialogo per superare i conflitti, da quelli più piccoli nella nostra vita quotidiana a quelli che assumono dimensioni molto più vaste, investendo le relazioni internazionali e l’equilibrio geopolitico dell’Europa e del mondo intero. 

Le poesie sono state pubblicate nell’antologia che raccoglie tutti i testi premiati.

                                                                                                                                            Graziella Bassi

Graziella Bassi

Ecco i testi delle poesie: 

Sollievo

Un giovane cammina, 

la mano del fratello nella sua; 

con passo lento ammira 

ciò che ancora di bello rimane.

A tener nascosta la paura, sorride, 

il volto sempre più spento.

Un urlo rompe il silenzio,

incombono grida di soldati: 

la folla fugge e li travolge,

le loro mani si lasciano

e tutto si fa buio.

Rinviene: 

davanti a lui vi è un uomo, 

gli occhi iniettati di sangue, 

la voce fredda e crudele, 

estrae il machete che tiene al fianco;

colpisce con forza il giovane, 

trafigge il suo esile corpo.

L’esangue cerca distrutto il fratello, 

le lacrime in viso

e in silenzio gli dice addio. 

Muore l’ennesima vittima ingiusta. 

Si separa l’anima 

dal corpo intriso di dolore:

sollievo!

Al cielo ascende lieta, 

ma la guerra permane 

e tanti altri attendono lo stesso destino. 

Utopia, sogno, speranza prossima: 

Pace.

Classe III B Liceo Scientifico “L.B. Alberti”   

DA ALEPPO A TORINO

Mi guardo attorno:

tutto è integro,

tutto risplende,

tutto mi è sconosciuto.

Il freddo sulla mia pelle è tagliente, 

ma nessuna goccia di sangue è versata. 

Un rumore metallico entra nelle mie orecchie, 

din-don!

Sobbalzo e tremo. 

Le persone che mi circondano sono serene. 

Ora capisco: 

per la prima volta, dopo sette anni, vivo la pace. 

 Classe IV B Liceo Scientifico “L.B. Alberti”

      

Dalle macerie

Dalle macerie un pianto sale di madre al cielo, 

fra le sue stelle muta è la candida luna, 

tace la nera terra sotto di nebbia il velo, 

nessun uccello vola, perché più dalla cruna 

dell’ago quel cammello, di te, pace, qui passa. 

  

Non vedi tu il dolore, diva scintilla, pace, 

che d’ovunque domina nel mondo tutto intero, 

non vedi la burrasca che porta via feroce 

tutti quei spirti soli che abbandonasti invero? 

Ritorna fra la gente, e loro, alma, pasci! 

  

In alto sui lor seggi, pingui e tronfi, assisi 

stanno quei che te, pace, vilmente lor tradiron 

per bramosia sfamare, mostrandosi ostili, 

sebben, bugiardi abietti, di parar te mostraron

con beffa grande e turpe: ché guerra fu e resta. 

  

O pace dolce e chiara, gentil fanciulla, soffia, 

ché il suono del tuo flauto porta armonïa al mondo; 

o pace, sole e faro, della gente il cuor gonfia 

della volontà adatta per cambiare in profondo 

la tetra schiatta nostra che è ancora molto trista

Classe V A Liceo Scientifico “L.B. Alberti”