La “Scuola Digitale” a Valenza e le nostre attività…verso il futuro

SCUOLA DIGITALE – FUTURA VALENZA

 

Il viaggio di Futura ha raggiunto il Piemonte con una tre giorni a Valenza dedicata al gioiello, all’arte e alla moda per rilanciare il settore produttivo sfruttando le potenzialità del digitale. Valenza ha aperto le porte della città dorata a dibattiti su innovazione, laboratori e spettacoli sulla Scuola Digitale. Si sono ritrovati insieme la comunità scolastica e la cittadinanza. E’ stata un’occasione unica, offerta dal MIUR e gestita dall’Istituto di Istruzione Superiore “ B. Cellini”, per raccontarsi e per trovare un ponte tra tradizione e innovazione.

“La città dorata 4.0” è stata un’occasione per rappresentare e raccontare la Scuola digitale e le sue buone pratiche, attraverso le tradizioni e la cultura che caratterizza e dà identità a Valenza. “La città dorata 4.0” si è articolata in workshop formativi, progetti e laboratori didattici, proiezioni, “vetrine tecnologiche”, dibattiti, buone pratiche e momenti dedicati allo sviluppo delle competenze digitali delle studentesse e degli studenti. Futura sta coinvolgendo a livello nazionale una ventina di istituti scolastici con lo scopo di diffondere la cultura dell’educazione digitale nelle scuole, nell’ambito del Piano Nazionale Scuola Digitale, favorendo lo sviluppo delle migliori pratiche sul tema della didattica digitale innovativa, facendo emergere i migliori progetti di scuola digitale, previa competizione a livello locale, regionale e nazionale. Il Premio Scuola Digitale intende promuovere l’eccellenza e il protagonismo delle scuole italiane nell’apprendimento e nell’insegnamento digitale, incentivando l’utilizzo delle tecnologie digitali nel curricolo e favorendo l’interscambio delle esperienze nel settore della didattica digitale.

Fra le diverse attività previste rientra la presentazione delle “Buone Pratiche” di innovazione didattica e digitale nelle seguenti aree: Making; Coding; Robotica; Internet delle cose (IoT); Gaming e Gamification; Laboratori impresa 4.0; Creatività (Arte, musica, patrimonio culturale, storytelling, tinkering); Inclusione e accessibilità; STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica); Imprenditorialità digitale (idee di impresa nate a scuola).

In occasione dell’iniziativa “La città dorata 4.0” il Ministero ha promosso il “Civic Hack Valenza”, il primo hackathon civico delle scuole di Alessandria e Asti interamente dedicato alle sfide della città e del territorio e il “ Gold Hack” una sfida a livello nazionale cui sono intervenuti studenti da tutte le parti d’Italia in un esaltante confronto di proposte.

 


CODING E ROBOTICA-ICT LAB

Con la sigla «ICT Lab» si intendono le attività che ruotano attorno a tre temi tecnologici così definibili:

• Artigianato digitale • Coding

• Physical computing.

È chiamato «Artigianato digitale» ciò che porta alla creazione di un oggetto attraverso la tecnologia, quindi dal CAD e il disegno 3D alla stampa 3D. Sono definite «coding» tutte le attività volte all’acquisizione del pensiero computazionale, fino alla capacità di “dominare” la macchina istruendola a “fare cose” anziché ricorrere ad altre già create e disponibili. Per «Physical computing» si intende la possibilità di creare oggetti programmabili che interagiscono con la realtà; il campo di applicazione più noto è quello della robotica. Il mix di questi tre temi può portare a interessanti soluzioni didattiche: è la base per le idee che animano community come CoderDojo.

Gli studenti, chiamati alla massima responsabilità nella gestione del tempo e degli strumenti, diventano protagonisti e artefici dei propri percorsi di apprendimento ed hanno un potente stimolo per mettere in luce la loro creatività.

Obiettivi prioritari sono il potenziamento delle competenze matematico-logiche e scientifiche, lo sviluppo delle competenze digitali degli studenti e il potenziamento delle metodologie laboratoriali e delle attività di laboratorio.

 


DEBATE

Il «debate» è una metodologia che permette di acquisire competenze trasversali («life skill»), che smonta alcuni paradigmi tradizionali e favorisce il cooperative learning e la peer education non solo tra studenti, ma anche tra docenti e tra docenti e studenti.

Disciplina curricolare nel mondo anglosassone, il debate consiste in un confronto nel quale due squadre composte da studenti sostengono e controbattono un’affermazione o un argomento dato dall’insegnante, ponendosi in un campo (pro) o nell’altro (contro). L’argomento individuato è tra quelli raramente affrontati nell’attività didattica tradizionale.

Dal tema scelto prende il via un vero e proprio dibattito, una discussione formale, non libera, dettata da regole e tempi precisi, per preparare la quale sono necessari esercizi di documentazione ed elaborazione critica; il debate permette agli studenti di imparare a cercare e selezionare le fonti con l’obiettivo di formarsi un’opinione, sviluppare competenze di public speaking e di educazione all’ascolto, ad autovalutarsi, a migliorare la propria consapevolezza culturale e, non ultimo, l’autostima. Il debate allena la mente a considerare posizioni diverse dalle proprie e a non fossilizzarsi su personali opinioni, sviluppa il pensiero critico, allarga i propri orizzonti e arricchisce il personale bagaglio di competenze. Acquisire «life skill» da giovani permetterà una volta adulti di esercitare consapevolmente un ruolo attivo in ogni processo decisionale. Al termine del confronto l’insegnante valuta la prestazione delle squadre assegnando un voto che misura le
12 competenze raggiunte. Nelle gare di debate, per gli obiettivi che la metodologia si prefigge, non è consentito alcun ausilio di tipo tecnologico.


COMPATTAZIONE DELL’ORARIO SCOLASTICO

Per «compattazione del calendario scolastico» s’intende una distribuzione non omogenea del numero di ore annuali di una disciplina nell’arco dell’anno scolastico.

Questa innovazione è stata adottata nel Liceo scientifico quadriennale. In esso alcune discipline vengono svolte nel 1° quadrimestre, per un numero doppio delle ore curricolari previste.

Altre discipline, per un equivalente numero di ore settimanali, vengono proposte nel 2° quadrimestre. Al termine dell’anno scolastico il Consiglio di Classe effettua la valutazione finale globale dello studente, tenendo conto di tutti i risultati e di tutte le valutazioni registrate (anche, quindi, delle valutazioni ottenute nelle discipline affrontate solo nel 1° quadrimestre).

Riorganizzare l’orario scolastico implica la ricerca di un nuovo modo di insegnare. Alcuni benefici della compattazione sono:

• favorire la creazione di un ambiente classe più flessibile, in cui i docenti possono combinare stili di insegnamento vari e interattivi;

• possibilità di personalizzare la lezione, sulla base delle effettive necessità degli studenti; • riduzione della frammentazione della didattica, evitando frequenti transizioni da una disciplina all’altra;

• riduzione della dispersione nel processo di apprendimento e di insegnamento;

• miglioramento degli apprendimenti degli studenti e riduzione del drop out;

• maggior dialogo e collaborazione fra docenti nella progettazione didattica.

 


FLIPPED CLASSROOM

Questo progetto consiste per l’appunto, nel “capovolgere” la classe – ovvero invertire il tradizionale schema di insegnamento e apprendimento, facendo dell’aula “non più il luogo di trasmissione delle nozioni, ma lo spazio di lavoro e discussione dove si impara ad utilizzarle nel confronto con i pari e con l’insegnante”

Nel contesto della “flipped classroom”, l’insegnante fornisce ai ragazzi tutti i materiali utili all’esplorazione autonoma dell’argomento di studio. Questi possono includere: libri, presentazioni, siti web, video tutorial e simili. I video tutorial, in particolare, rappresentano un mezzo privilegiato per l’apprendimento individuale: dinamici e immediati, sono la chiave del successo di questa metodologia.

È fuori dalle mura scolastiche, quindi, che gli studenti – da soli o in gruppo, e ognuno nel rispetto dei propri tempi – hanno modo di avviare esperienze di apprendimento attivo, che verranno poi continuate con compagni e docente in classe. La classe, qui, è intesa come arena di confronto e dibattito, e vede l’insegnante nelle vesti di moderatore e motivatore della discussione.

È proprio la motivazione ad essere la chiave di volta e la garanzia di successo di questo approccio didattico: quando lo studente sa perché sta studiando, ed è libero di affrontare lo studio coi propri tempi e modi, si sentirà spinto ad esprimere le proprie idee, nella consapevolezza di stare facendo un lavoro utile per sé e per gli altri.